La storia della normativa sul Gas Radon
Abbiamo creato per te una raccolta di normative sul gas radon a livello europeo, nazionale e locale.
La normativa gas radon rappresenta un importante ambito che ha visto un’evoluzione significativa a livello MONDIALE, EUROPEO, NAZIONALE E REGIONALE nel corso degli anni.
MONDIALE
EUROPEO
NAZIONALE
REGIONALE
Il radon, a causa della sua radioattività, ha infatti suscitato crescente interesse da parte delle istituzioni, a causa del suo potenziale impatto sulla salute pubblica.
In questa pagina, esploreremo la storia e l’attualità delle normative sul radon. Analizzeremo le principali direttive, leggi e disposizioni adottate per gestire il rischio e proteggere la salute e la sicurezza dei cittadini. Se invece vuoi approfondire le norme relative ai luoghi di lavoro ti consigliamo di leggere:

Normativa radon: partiamo dall’inizio.
Tutto è iniziato da alcuni suggerimenti di organismi internazionali che hanno svolto ricerche in merito e pubblicato documenti sull’inquinamento e sulle metodologie di protezione dal radon. I principali organismi coinvolti sono stati:

ORAGANIZZAZIONE MONDIALE
DELLA SANITA’
(OMS-WHO)

INTERNATIONAL ATOMIC
ENERGY AGENCY
(IAEA)

INTERNATIONAL COMMISSION
FOR RADIOLOGICAL PROTECTION
(ICRP)
In seguito ai loro studi sono state poi emesse leggi a livello europeo, nazionale e locale.
Noi abbiamo organizzato per te una panoramica delle norme radon più importanti, organizzate in modo da rendere semplice la loro consultazione. Alla fine di questa pagina potrai comprendere come siamo arrivati alle leggi attuali che ormai si applicano sia alle aziende che alle abitazioni di nuova costruzione.
Le prime normative sul gas radon degli anni ‘90 abrogate con leggi successive

90/143/Euratom: Raccomandazione della Commissione, del 21 febbraio 1990
Cos’è EURATOM? Il 25 marzo 1957 sono stati firmati due trattati: il trattato che istituisce la Comunità economica europea (CEE) e il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica (CEEA o Euratom).
La raccomandazione europea Euratom n. 143 del 1990 stabiliva che la concentrazione media annua di attività di radon in aria nelle abitazioni esistenti non dovesse superare i 300 Bq/m3.
Questo limite era mirato a garantire livelli accettabili di esposizione al gas all’interno delle abitazioni.
Inoltre, suggeriva misure per la misurazione e il monitoraggio del radon all’interno degli edifici abitativi.
Questa norma sul gas radon è stata poi aggiornata dalla direttiva Euratom 59/2013.
I nuovi limiti di esposizione al gas accettabili sono stati abbassati da 400 a 300 Bq/m3 (intesa come concentrazione media annua).
Decreto legislativo n. 230 del 17 marzo 1995
Questa legge prevedeva la misura della concentrazione di radon nei locali di lavoro sotterranei e nei locali di lavoro situati nelle aree geografiche a elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon.
Il compito di individuare le suddette aree era affidato alle Regioni e Province autonome, sulla base di linee guida e criteri emanati da una Commissione tecnica, che però non si è mai insediata.
Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n.230 stabiliva inoltre un livello di azione pari a 500 Bq/m3 e un valore di dose efficace pari a 3 mSv/anno, valore oltre il quale il datore di lavoro provvedeva alla sorveglianza fisica del lavoratore ed effettuava interventi di risanamento. Dal decreto era esclusa l’esposizione al radon nelle abitazioni.

Decreto abrogato dal Decreto Legislativo 101/2020.
Nel 2013 è stato creato un pilastro europeo per le nuove norme sul gas radon nazionali

DIRETTIVA 2013/59/EURATOM DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA
Questa è la direttiva europea realizzata il 5 dicembre 2013 e pubblicata il 17 gennaio 2014.
Stabilisce le linee guida essenziali per proteggere dalle radiazioni ionizzanti, fornendo un quadro completo per affrontare i rischi associati all’esposizione a tali radiazioni.
Questa direttiva europea si applica a una vasta gamma di attività e contesti, tra cui:
Esposizione dei lavoratori o della popolazione al radon in ambienti chiusi
Tutte le attività per le quali si deve entrare in contatto con materiali radioattivi;
Fabbricazione e funzionamento di attrezzature elettriche che emettono radiazioni ionizzanti e contengono componenti con una differenza di potenziale superiore a 5 [kV];
Attività umane nelle vicinanze di sorgenti di radiazioni naturali.
Si tratta, a tutti gli effetti, dell’attuale e principale norma europea, che pone le basi per le nuove leggi Italiane.
Infatti questa direttiva è stata recepita sia da alcune regioni che a livello nazionale.
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Regione PUGLIA
Ha emesso la Legge 30 del 3 novembre 2016 in accordo alla Direttiva 2013/59.
Regione CAMPANIA
Ha emesso la Legge 13 del 8 luglio 2019 (non più valida ad oggi e sempre in linea con la Direttiva 2013/59).
Le due regioni lo hanno fatto anticipando una futura norma nazionale che poi è arrivata con il D.Lgs. 101/2020, entrato in vigore il 27 agosto 2020.
Le due leggi più importanti per gli edifici pubblici e le aziende in Italia
Decreto Ministeriale del 11 ottobre 2017 per le nuove costruzioni edili
Si tratta di un Decreto del Ministero dell’Ambiente che impone delle procedure per mantenere un rischio radon basso negli edifici pubblici.
Tra queste procedure vengono incluse linee guida per la ristrutturazione, manutenzione e nuova costruzione di edifici.


Decreto Legislativo 101 del 31 luglio 2020
Entrato in vigore il 27 agosto 2020, questo decreto è l’attuazione nazionale della Direttiva europea 59/2013 che abbiamo visto prima.
Questa norma è stata poi integrata e corretta anche dal Decreto Legislativo 203 del 25 novembre 2022, entrato in vigore il 13 gennaio del 2023.
Se vuoi approfondire questa legge e le normative per i luoghi di lavoro visita la pagina:
L’articolo 12 del decreto legislativo 31 luglio 2020
L’articolo 12 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n.101 fissa i livelli di riferimento per le abitazioni e per i luoghi di lavoro. Tali valori, espressi in termini di valore medio annuo della concentrazione di attività di radon in aria, sono:
300 Bq/m3
per le abitazioni esistenti.
200 Bq/m3
per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024.
300 Bq/m3
per i luoghi di lavoro.
A supporto di questa scelta, è importante notare che l’esposizione in ambienti con una concentrazione di radon di 200 Bq/m³ corrisponde a una dose efficace annua superiore a 6 mSv.
Questo valore è tale per cui, nei luoghi di lavoro, l’esposizione viene considerata pianificata e sono previste una serie di prescrizioni per la protezione dei lavoratori.
Come vengono scelte le aree prioritarie in seguito al D.Lgs. 101/2020

A partire dall’entrata in vigore del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, le Regioni e le Province autonome, come stabilito nell’articolo 11, comma 3, effettuano una prima identificazione delle aree prioritarie, utilizzando metodologie documentate e basandosi su dati già disponibili.
Il criterio utilizzato è quello del 15%, ovvero vengono individuate le zone in cui si stima che almeno il 15% degli edifici superi il livello di riferimento di 300 Bq/m³, procedendo poi alla pubblicazione dell’elenco di queste aree nella Gazzetta Ufficiale.
L’individuazione delle aree prioritarie rappresenta uno strumento fondamentale per identificare abitazioni e luoghi di lavoro situati al pianoterra o al seminterrato che necessitano di interventi di risanamento. La raccolta e l’aggiornamento dei dati permetteranno, nel tempo, di ampliare o ridurre l’estensione di queste aree, includendo progressivamente un numero maggiore di edifici e ambienti di lavoro.
Il piano nazionale d’azione per il Radon 2023 - 2032
Il “Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025” (PNP), adottato con l’intesa della Conferenza Stato-Regioni n.131 del 6 agosto 2020 (Rep. Atti 127/CSR), è uno strumento essenziale per la pianificazione degli interventi di prevenzione e promozione della salute.
Ogni Regione e Provincia autonoma è stata incaricata di recepire il PNP e di elaborare un proprio Piano locale, il Piano Regionale della Prevenzione (PRP), da approvare entro il 31 dicembre 2021.
Il gas radon e la normativa regionale
Negli ultimi anni, diverse Regioni e Province autonome hanno introdotto leggi regionali (L.R.) per la gestione della radioattività naturale. Queste normative regionali hanno affrontato il tema in modo specifico, ma con un approccio limitato ai confini amministrativi delle singole aree, generando così una situazione eterogenea a livello nazionale.
Scopriamo ora le diverse norme divise per le regioni d’Italia. In questa lista troviamo le regioni che stanno prendendo provvedimenti concreti contro il rischio Radon.
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Normativa sul gas radon in Toscana
Delibera della giunta regionale 1019/2012
Nel 2012, con una decisione della Regione Toscana (DGR 1019/2012), sono state individuate le zone dove è probabile trovare alte concentrazioni di radon, come richiesto dalla legge (D.Lgs 230/95 e successive modifiche). In particolare, sono stati identificati 13 Comuni dove almeno il 10% delle case ha una concentrazione di radon superiore a 200 [Bq/m3].
Regolamento per l’edilizia bio- eco sostenibile – 2°edizione/2012
Questo regolamento ha coinvolto tutti i comuni toscani e anche l’Azienda Sanitaria, l’ARPAT e l’Agenzia per lo Sviluppo Empolese- Valdelsa.
Viene richiesto di valutare il rischio di
radon utilizzando una mappatura regionale e di adottare strategie di progettazione per prevenire l’ingresso del radon negli ambienti interni.

Nel 2021 la regione toscana ha poi emesso la legge regionale 40/2021 che contiene le disposizioni attuative del D.Lgs. 101/2020.
Leggi sul Radon in Puglia
Il 3 novembre 2016 la regione Puglia ha pubblicato la legge regionale n. 30.
Questa norma ha come obiettivo quello di abbassare le esposizioni alla radioattività dal gas radon in ambienti chiusi. Inoltre, anche se è una legge superata del D.Lgs. 101/2020, è tutt’oggi ancora in vigore.
Legge regionale Puglia 30/2016
In questa legge viene definito come limite massimo una concentrazione di 300 Bq/m3 all’interno dei luoghi di lavoro. Lo stesso vale anche per gli edifici di nuova costruzione, che dovranno provvedere ad una misurazione passiva ed ottenere una certificazione di agibilità.

Normativa gas radon in Lazio
Legge regionale n. 14 del 31 marzo 2005
Si tratta di una legge che riguarda la prevenzione e salvaguardia dal rischio gas radon.
Infatti delinea anche procedure per la misurazione e il monitoraggio del radon negli edifici. Inoltre fornisce indicazioni su misure preventive e correttive in caso di superamento dei livelli di concentrazione stabiliti.
Delibera del XII Municipio di Roma, del 4 febbraio 2010
La delibera del 2010 fissa i limiti della concentrazione del gas radon a 400 Bq/m3 per gli edifici esistenti e 200 Bq/m3 per quelli da costruire.
Inoltre viene richiesto di impegnarsi nel monitoraggio delle aree e di attivare un processo di informazione e divulgazione per i cittadini di Roma.
Norme Radon in Lombardia

Con la Circolare n. 103/SAN del 30 aprile 1991 la Lombardia si pone tra le prime regioni d’Italia a preoccuparsi per il rischio radon. Difatti, con questa circolare, la regione anticipa alcune misure di prevenzione negli ambienti di lavoro interrati e seminterrati. In seguito sono poi state emanate nuove leggi sempre più sofisticate:
Il Decreto 12678 del 21 dicembre 2011
Questo decreto offre le linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor.
Inoltre offre anche tutte le linee guida per i costruttori e progettisti di edifici.
La Legge Regionale n.3 del 3 marzo 2022
Si tratta a tutti gli effetti dell’attuazione pratica della legge 101/2020.
Ma la norma più importante che interessa chi ha attività imprenditoriali in Lombardia è:
La Delibera della Giunta Regionale XII/508 del 26 giugno 2023
Ai sensi dell’articolo 11 comma 3 del Lgs. 101/2020 la regione ha individuato le aree prioritarie in cui, per le aziende, è necessario effettuare misurazioni del radon anche al piano terra.

Hai un’attività in Lombardia e devi effettuare una misurazione?
Se possiedi un’attività in un’area prioritaria della Lombardia, essere conforme alla normativa sul gas radon è essenziale per garantire la salute e la sicurezza dei tuoi dipendenti e clienti.
Effettuare misurazioni precise del radon è importante sia per valutare il livello di esposizione che per prendere le misure preventive più efficaci. Per questo noi siamo qui per aiutarti a gestire tali responsabilità in modo accurato e in linea con le norme vigenti.
Contattaci oggi stesso per programmare una misurazione del radon nella tua attività in Lombardia.
